L’eredità di SharedVR. Approcci del fare

Author Andrea Bocco – direttore DIST
In Artemide Edizioni


Nel quadro degli obiettivi del progetto ItARTS, il contributo del Politecnico di Torino, attraverso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) e la collaborazione con il Dipartimento di Automatica e Informatica (DAUIN), si colloca nel rafforzamento dell’integrazione tra competenze tecnologiche, progettuali e creative applicate ai linguaggi audiovisivi e performativi contemporanei. Il DIST, con il gruppo di ricerca che opera all’interno del laboratorio interdipartimentale Visionary Media Lab, ha apportato al progetto un patrimonio consolidato di competenze nel campo dei media digitali, contribuendo allo sviluppo di metodi di ricerca e formazione capaci di connettere innovazione tecnologica, progettazione dei media e sperimentazione artistica.

Particolarmente rilevante è stato il dialogo strutturato tra il nostro ateneo e le istituzioni AFAM. L’incontro tra le competenze tecnico-scientifiche del Politecnico di Torino e quelle artistiche e performative delle istituzioni AFAM ha consentito di sviluppare percorsi di ricerca e formazione orientati alla convergenza tra arte, scienza e tecnologia.

Il ruolo del DIST si è concentrato sulla costruzione di un ambiente di ricerca e apprendimento interdisciplinari, nei quali studenti, ricercatori e artisti potessero collaborare alla sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi. L’esperienza maturata dal nostro gruppo di ricerca nei campi della creatività digitale, degli interactive media e delle pratiche immersive è stata fondamentale per lo sviluppo dell’opera immersiva Shared VR, che è anche il risultato di un modello innovativo di produzione culturale e di formazione avanzata practice-based.

SharedVR è dunque la testimonianza di un percorso virtuoso, allo stesso tempo complesso e sfidante, in cui l’interdisciplinarietà – carattere costitutivo del nostro Dipartimento – si attua attraverso un fare e un dialogo sempre aperti. SharedVR rende esplicito il potenziale dirompente di una collaborazione interdisciplinare autentica e paritetica. Da un lato, la ricerca artistica e performativa ha costantemente stimolato lo sviluppo tecnologico, fornendo visioni e interrogativi che lo hanno spinto a emanciparsi dal paradigma della pura funzionalità tecnica per esplorare nuove strutture di senso. Dall’altro, la ricerca ingegneristica e di design nel campo dei media immersivi ha offerto all’espressione creativa uno spazio d’azione inedito, svincolato dalle consuete barriere fisiche e temporali.

In definitiva, il modello collaborativo attuato in SharedVR apre un orizzonte critico vitale per il futuro della ricerca ibrida. In un’epoca caratterizzata da connessioni digitali pervasive ma spesso disincarnate, questa indagine congiunta ci ricorda una lezione preziosa: la tecnologia può e deve diventare un medium per sostenere la risonanza vitale tra i corpi, trasformando le reti digitali in un tessuto affettivo, espressivo e co-creativo.


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