Il Festival Itinerante Internazionale come laboratorio
A cura della redazione
keyword Immersive Media – co-design VR – itARTS Festival – Living lab
Un progetto di ricerca si valuta anche da quanto è disposto a cambiare. Le domande (domande di ricerca idee prototipali) che si mettono in campo nella fase iniziale non necessariamente sono le stesse all’arrivo. Alcune si affinano, alcune cadono e nuove emergono dal contatto col pubblico. SharedVR ha attraversato questo processo nell’ambito del Festival Itinerante Internazionale di itARTS — quattro tappe in tre paesi, ciascuna con un pubblico e un contesto diversi. Ogni tappa ha portato dati, domande e aggiustamenti che hanno modificato l’opera e il processo di lavoro del team.
Tashkent, 28 settembre 2025 | Il debutto
Il Festival ha aperto a Tashkent, in Uzbekistan, presso il Conservatorio Statale. SharedVR è stato messo in scena il 28 settembre. Ed è stata la prima volta in cui l’installazione ha incontrato persone che non sapevano cosa aspettarsi: 22 partecipanti di età compresa tra 18 e 68 anni, la maggior parte senza alcuna esperienza pregressa con la realtà virtuale.
I dati raccolti con i questionari SUS e IPQ hanno restituito un quadro incoraggiante: il sistema è risultato accessibile anche a chi non aveva mai indossato un visore, con scarti minimi tra le diverse fasce d’età. Il dato intergenerazionale è stato particolarmente significativo: l’interfaccia gestuale, priva di controller, si è dimostrata inclusiva anche per i partecipanti più anziani.
La connessione di rete, inizialmente wireless, ha mostrato instabilità che hanno obbligato il team a passare a una configurazione cablata. Il riconoscimento gestuale nelle prime sessioni non è stato sempre fluido. Queste frizioni reali hanno prodotto soluzioni concrete, integrate nelle versioni successive del sistema.
Pechino, 28 ottobre 2025 | Il frame concettuale in pubblico
La tappa cinese si è svolta il 28 ottobre alla Renmin University of China.[4] Carlo Gioia e Alice Cavasino hanno presentato il progetto con il titolo Extensive XR Design in the SharedVR Case Study, articolando per la prima volta in modo sistematico, davanti a un pubblico internazionale, la distinzione tra paradigma mimetico e approccio estensivo all’utilizzo della realtà virtuale. Il riscontro ha consolidato la tenuta teorica del framework e ha fornito al team un lessico condiviso per descrivere le proprie scelte progettuali nelle sedi successive.
Annecy, 7 gennaio 2026 | Un pubblico esperto pone domande diverse
La tappa francese si è svolta il 7 gennaio all’Auditorium Seynod e presso l’École Supérieure d’Art Annecy Alpes, con SharedVR a confronto con un pubblico costituito da persone con background artistico-musicale: violinisti, cantanti, professionisti abituati a lavorare con il corpo e con il suono come strumenti espressivi.
Il senso di presenza e la percezione di agency — la sensazione di essere davvero dentro lo spazio virtuale e di poter agire e influenzare ciò che accade — sono risultati più bassi rispetto al campione di Tashkent. Chi aveva una formazione musicale ha compreso la logica compositiva del sistema, ma lo ha trovato meno controllabile di quanto si aspettasse. La comprensione del funzionamento dell’Oracolo — il sistema che assorbe, stratifica e restituisce le tracce gestuali dei partecipanti come composizione collettiva nella fase finale dell’esperienza — è stata alta: il pubblico esperto ne ha colto l’architettura, percependo però margini di intervento più stretti di quelli attesi.
Si trattava di un gruppo ristretto con un profilo molto specifico e i dati non sono statisticamente generalizzabili. Restano comunque un segnale preciso: un pubblico con alta competenza espressiva vive il sistema in modo diverso. Quanto spazio di controllo deve avere chi entra in SharedVR? Annecy ha reso questa domanda progettuale più concreta.
L’Aquila, 18–19 febbraio 2026 | La tappa conclusiva
SharedVR ha concluso il suo percorso nel Festival il 18 e 19 febbraio all’Auditorium del Parco “Renzo Piano” a L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura 2026, tanto che la presenza del progetto si è inserita in un programma più ampio che includeva le altre due opere del Living Learning Laboratory — Donne all’Opera: croce e delizia e Dei Maestri Dipintori.
È stata la prima presentazione di SharedVR in Italia in un contesto espositivo esteso su più giorni. Il pubblico aquilano, più eterogeneo rispetto alle tappe precedenti, ha permesso al team di osservare come l’opera si comportasse fuori dai circuiti accademici internazionali.
Oltre il Festival: GSSI, Harvard e Biennale Tecnologia
Il percorso di SharedVR non si è esaurito con le tappe del Festival di itARTS. Il 2 marzo 2026, il progetto è stato presentato al Gran Sasso Science Institute davanti a un pubblico di ricercatori, con una discussione centrata sul modello metodologico del Living Lab come contributo autonomo.
L’11 aprile 2026, Alice Cavasino e Fabrizio Sulpizio hanno l’opera alla Harvard GSD XR Conference 2026: XR+ From Pixel to Voxel. Selezionata con altri 11 finalisti su oltre 100 candidature mondiali per il track Exploratory / Research & Creative XR, dopo una sessione di demo aperta a oltre 40 partecipanti e un pitch davanti alla giuria internazionale, ha ricevuto il premio Best AI+XR Narrative, consegnato da Alex Coulombe.
Tra il 15 e il 19 aprile 2026, SharedVR è stato presentato alla Biennale Tecnologia di Torino — un’iniziativa di divulgazione del Politecnico di Torino, esterna al progetto itARTS, a cui hanno partecipato entrambi i dipartimenti coinvolti, DIST e DAUIN.
Cosa è cambiato nel percorso
Un’opera che ha attraversato contesti così diversi — un conservatorio in Uzbekistan, tre sedi accademiche in Cina, una scuola d’arte in Francia, un auditorium in Abruzzo, una conferenza ad Harvard — ne è uscita modificata.
- Sul piano tecnico: la stabilità della rete e la fluidità del riconoscimento gestuale sono state ottimizzate progressivamente dopo Tashkent.
- Sul piano concettuale: il framework dell’extensive design si è affinato, reggendo il confronto con pubblici accademici e con professionisti delle arti.
La domanda rimasta aperta dopo Annecy — quanto controllo deve avere chi entra nel sistema — non ha ancora trovato risposta definitiva e riguarda scelte progettuali che il team ha continuato a lavorare nelle fasi successive. L’opera finale è diverso da quella di partenza. Ed è anche questo — la disponibilità a cambiare in risposta al contatto con il reale — che distingue SharedVR come progetto di ricerca.
Notes
[1] itARTS (Italy for Arts: Resources, Time and Space) è un progetto di internazionalizzazione finanziato dal MUR nell’ambito del PNRR, Missione 4, sotto-investimento T5: “Partenariati strategici per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM”. Il Festival Itinerante Internazionale è la vetrina pubblica del progetto. itarts.it/festival-eventi/
[2] XR Media Research Group (2026). Report Preliminare di Valutazione — SharedVR. Politecnico di Torino, 7 febbraio 2026. Si veda anche: Cavasino A. (2025). Tesi magistrale in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione, cap. 8. Politecnico di Torino, a.a. 2024/2025.
[3] Il SUS (System Usability Scale) è un questionario standardizzato a 10 item sviluppato da John Brooke (1986) per misurare la facilità d’uso percepita di un sistema. Il punteggio va da 0 a 100: valori superiori a 68 sono considerati nella fascia “Good” secondo i parametri di riferimento della letteratura (Bangor et al., 2008). L’IPQ (Igroup Presence Questionnaire), sviluppato da Schubert, Friedmann e Regenbrecht (2001), misura il senso di presenza in ambienti virtuali — ovvero quanto il partecipante percepisce di trovarsi effettivamente nello spazio virtuale — su una scala da 1 a 7. Valuta dimensioni distinte: presenza spaziale, coinvolgimento, realismo percepito e agency, intesa come la sensazione di poter agire nell’ambiente.
[4] Gioia C., Cavasino A., Sulpizio F. (2025). Slides e Discorso Pechino — Extensive VR Design.
[5] XR Media Research Group (2026). Relazione Periodo IV — WP5 Disseminazione. Politecnico di Torino.
[6] XR Media Research Group (2025-2026). Relazioni Tecnico-Scientifiche, Periodi I-IV. Politecnico di Torino.

