{"id":46,"date":"2026-05-06T01:00:00","date_gmt":"2026-05-06T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/xr-media.polito.it\/?p=46"},"modified":"2026-06-07T23:21:41","modified_gmt":"2026-06-07T23:21:41","slug":"il-paradigma-rotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/2026\/05\/06\/il-paradigma-rotto\/","title":{"rendered":"Il paradigma rotto"},"content":{"rendered":"\n<h6 class=\"wp-block-heading\">Extensive Design VR: Shared VR oltre il paradigma mimetico<\/h6>\n\n\n\n<p class=\"has-tiny-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Authors<\/strong> Tatiana Mazali, Andrea Bottino, Carlo Gioia, Francesco Strada<br><strong>Keyword<\/strong> VR, extensive design, arte generativa<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\">Quando si applica la realt\u00e0 virtuale alla cultura, la domanda implicita \u00e8 quasi sempre la stessa: come possiamo riprodurre qualcosa che esiste \u2014 o che \u00e8 esistito \u2014 nel modo pi\u00f9 fedele possibile?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/xr-media.polito.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-paradigma-rotto_2-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-52\" srcset=\"https:\/\/immersive-media.polito.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-paradigma-rotto_2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/immersive-media.polito.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-paradigma-rotto_2-300x200.jpg 300w, https:\/\/immersive-media.polito.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-paradigma-rotto_2-768x512.jpg 768w, https:\/\/immersive-media.polito.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-paradigma-rotto_2.jpg 1500w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta pi\u00f9 diffusa ha una forma precisa: la ricostruzione fedele. <em>The Last Days of Pompeii: The Immersive Exhibition<\/em> (2024-2026), in tour tra Vienna, Bruxelles e Londra, trasporta i visitatori nell\u2019anfiteatro romano attraverso visori VR, ricostruendo battaglie di gladiatori e l\u2019eruzione del Vesuvio.[1] Il Museo Nazionale di Finlandia, durante la sua ristrutturazione (2023-2027), ha convertito tre esposizioni permanenti in tour virtuali esplorabili con visori o desktop browser, garantendo l\u2019accesso alle collezioni anche con le porte fisiche chiuse.[2] Il progetto Ingeborg Tott (2025) ricostruisce in VR il castello di H\u00e4me nel XVI secolo, permettendo ai visitatori di camminare attraverso la Sala dei Re e l\u2019Armeria cos\u00ec come apparivano cinquecento anni fa.[3]<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono esperienze con un valore reale: permettono accesso, conservazione, democratizzazione del patrimonio culturale. Muovono per\u00f2 tutte dentro la stessa logica: la realt\u00e0 virtuale come strumento che replica il reale, o lo simula quando il reale non \u00e8 pi\u00f9 raggiungibile. Questa logica ha un nome: <em>paradigma mimetico<\/em>. \u00c8 la cornice concettuale dominante nell\u2019applicazione della VR alla cultura \u2014 e <em>SharedVR<\/em> la mette in discussione.[4]<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Cos&#8217;\u00e8 SharedVR<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/itarts.it\/shared\/\"><em>SharedVR<\/em><\/a> \u00e8 un\u2019installazione immersiva multiutente sviluppata nell\u2019ambito del progetto <a href=\"https:\/\/itarts.it\/\">itARTS<\/a> (Italy for Arts: Resources, Time and Space), finanziato dal Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca attraverso il PNRR e NextGenerationEU. Il progetto \u00e8 realizzato dal Politecnico di Torino \u2014 con i dipartimenti <a href=\"https:\/\/www.dist.polito.it\/\">DIST<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.dauin.polito.it\/\">DAUIN<\/a> \u2014 su concept del compositore <a href=\"https:\/\/santacecilia.it\/docente\/michelangelo_lupone\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/santacecilia.it\/docente\/michelangelo_lupone\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Michelangelo Lupone<\/a>, e che ne ha realizzato la componente sonora, Direttore artistico del <a href=\"https:\/\/www.crm-music.it\/\">Centro Ricerche Musicali CRM-ETS<\/a> di Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a <strong>tre partecipanti condividono lo stesso spazio virtuale<\/strong>, indossando <strong>visori Meta Quest 3<\/strong>, e trasformano i propri gesti in musica e forme visive in tempo reale. L\u2019unica <strong>interfaccia sono le mani nude<\/strong>: nessun controller fisico. L\u2019ambiente sonoro e visivo che ne emerge non \u00e8 la copia di nessun luogo esistente. \u00c8 qualcosa che non potrebbe esistere senza quei corpi, in quel momento, in quello spazio specifico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Al centro del sistema, e dell\u2019esperienza, c\u2019\u00e8 il totem della memoria, una sorta di oracolo. <\/strong>Non \u00e8 un sistema di registrazione passiva: \u00e8 un elemento attivo che riceve le scie luminose generate dal gesto di rilascio di ciascun partecipante, le interpreta e le stratifica nel tempo. L\u2019oracolo si espande quando i contributi gestuali dei partecipanti raggiungono una soglia di densit\u00e0 e coerenza: questo significa che il sistema spinge implicitamente le persone a coordinarsi, senza usare parole ma gesti. Al termine dell\u2019esperienza, restituisce tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato costruito: un paesaggio sonoro e visivo irripetibile, perch\u00e9 dipende da chi era l\u00ec, con quei gesti specifici, in quel preciso momento. Appartiene a tutti i partecipanti e non pu\u00f2 essere firmato da nessuno di loro in modo esclusivo.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;extensive design come scelta metodologica<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>XR Media Research Group<\/strong> del <strong>Politecnico di Torino<\/strong> ha lavorato a partire da un\u2019assunzione precisa: la realt\u00e0 virtuale non deve replicare il mondo fisico, ma estenderlo verso ci\u00f2 che il fisico non pu\u00f2 fare. Il termine adottato \u00e8 <em>extensive design<\/em>: un approccio che rovescia la domanda di partenza del paradigma mimetico. Al posto di \u201c<em>come riproduciamo X in VR?<\/em>\u201c, la questione diventa \u201c<em>cosa pu\u00f2 fare la VR che nessun altro medium pu\u00f2 fare?<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Questa inversione ha conseguenze concrete su ogni scelta progettuale. Il sistema rinuncia ai controller fisici perch\u00e9 la mediazione di un oggetto avrebbe alterato la qualit\u00e0 espressiva del gesto. La grafica non punta al fotorealismo: la priorit\u00e0 va alla qualit\u00e0 dell\u2019interazione, non alla fedelt\u00e0 visiva. La composizione finale non ha un autore unico: l\u2019azione creativa \u00e8 distribuita tra tutti i partecipanti e tra loro e il sistema.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Tre principi strutturano questo approccio<\/h5>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li><em>generative embodiment<\/em>: il corpo non come strumento di navigazione, ma come fonte da cui si genera significato;<\/li>\n\n\n\n<li><em>distributed authorship<\/em>: la paternit\u00e0 creativa che emerge dall\u2019interazione, senza appartenere a nessuno in modo esclusivo;<\/li>\n\n\n\n<li><em>affordance richness<\/em>: la variet\u00e0 e la qualit\u00e0 delle possibilit\u00e0 di interazione come valore primario, prima ancora della resa visiva.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 questa distinzione conta<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradigma mimetico risponde a domande reali e legittime. <strong>La conservazione digitale del patrimonio culturale, la formazione in ambienti simulati, l\u2019accesso remoto a luoghi irraggiungibili sono ambiti in cui la fedelt\u00e0 al reale \u00e8 una virt\u00f9, non un limite.<\/strong> La questione \u00e8 quando questa logica diventa l\u2019unica disponibile: quando la VR viene pensata sempre e solo come sostituto o supplemento del reale, senza spazio per indagare le sue possibilit\u00e0 autonome come medium espressivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SharedVR<\/strong> \u00e8 un caso di studio che apre una domanda diversa: cosa succede quando si usa la realt\u00e0 virtuale per fare qualcosa che senza di essa non sarebbe possibile fare? Quando l\u2019obiettivo non \u00e8 l\u2019immersione in un altrove, ma la generazione collettiva di un\u2019esperienza che esiste solo nel momento in cui viene costruita insieme? Il progetto non offre una risposta definitiva. Propone un metodo \u2014 e mette quel metodo alla prova di fronte al pubblico, in <a href=\"https:\/\/itarts.it\/festival-eventi\/\">contesti<\/a> molto diversi tra loro, <a href=\"https:\/\/xr-media.polito.it\/index.php\/2026\/05\/03\/from-tashkent-to-harvard\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/xr-media.polito.it\/index.php\/2026\/05\/03\/from-tashkent-to-harvard\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">da Tashkent ad Harvard<\/a>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-tiny-font-size wp-block-paragraph\"><strong>&gt; I risultati di quella prova sono la materia degli articoli che seguono.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Notes<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-tiny-font-size wp-block-paragraph\">[1] <em>The Last Days of Pompeii: The Immersive Exhibition<\/em>, 2024-2026. Vienna (Marx Halle, ott. 2024 \u2013 feb. 2025), Bruxelles (ott. 2025 \u2013 mag. 2026), Londra (nov. 2025). <a href=\"http:\/\/pompeii-experience.com\">pompeii-experience.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-tiny-font-size wp-block-paragraph\">[2] National Museum of Finland, Virtual Exhibitions, 2023-2027 (periodo di ristrutturazione). <a href=\"https:\/\/www.kansallismuseo.fi\/en\/kansallismuseo\/kansallismuseon-360-virtuaalinayttelyt\">https:\/\/www.kansallismuseo.fi\/en\/kansallismuseo\/kansallismuseon-360-virtuaalinayttelyt<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-tiny-font-size wp-block-paragraph\">[3] Veromaa L., Rab I., Hoque A., Lahti P. (2025). \u201cVirtual Reality for Museums: How We Made the Ingeborg Tott VR Game for The National Museum of Finland with Varjo\u201d. <a href=\"https:\/\/varjo.com\/blog\/virtual-reality-for-museums-how-we-made-the-ingeborg-tott-vr-game-for-the-national-museum-of-finland-with-varjo\">https:\/\/varjo.com\/blog\/virtual-reality-for-museums-how-we-made-the-ingeborg-tott-vr-game-for-the-national-museum-of-finland-with-varjo<\/a> (October 2025).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-tiny-font-size wp-block-paragraph\">[4] Bottino A., Strada F., Gioia C., Cavasino A., Sulpizio F., Mazali T. (2025). <em>Beyond Mimesis: Extensive XR Design in the SHARED Case Study<\/em>. Presentato alla <a href=\"https:\/\/artsit.eai-conferences.org\/2025\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/artsit.eai-conferences.org\/2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">EAI International Conference<\/a>, Dubai, 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si applica la realt\u00e0 virtuale alla cultura, la domanda implicita \u00e8 quasi sempre la stessa: come possiamo riprodurre qualcosa che esiste \u2014 o che \u00e8 esistito \u2014 nel modo pi\u00f9 fedele possibile?<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[6,5],"class_list":["post-46","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-magazine","tag-itarts","tag-sharedvr"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46"}],"version-history":[{"count":21,"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":329,"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46\/revisions\/329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/immersive-media.polito.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}